Dieci anni ad Alta Voce

Sono passati dieci anni...

Sono passati oltre dieci anni dalla nascita di LaAV, un sogno, un desiderio che si è trasformato in progetto e che è poi divenuto ed è realtà, in crescita ed in divenire.
Si tratta di un progetto concepito dal basso, attraverso uno slancio che ha richiesto una visione positiva del futuro, a breve e a lungo termine.
Troppe volte quando nascono delle idee, non vengono portate avanti perché… "tanto è impossibile". A volte non vengono nemmeno dette ad alta voce, o scritte da qualche parte, restano nel flusso caotico dei pensieri folli, dei pensieri belli, ma solitari.
L’idea di LaAV è stata gridata da subito, e scritta sulle email, sugli sms, sulle magliette rosse, ed in seguito affissa e declamata sulle bacheche dei social network.

Un appello e un invito alla lettura inclusiva, una richiesta in emergenza per stanare i lettori e portarli in tutti quei contesti dove le storie, poche e sempre le stesse, vengono dettate dall’alto e determinano a priori i destini di persone che non sono abituate a far sentire la propria voce, sapendo dapprima che non sarebbero ascoltate.

LaAV è stata messa così al mondo: passando dalla sfera delle idee direttamente nelle mani di chi l’ha voluta raccogliere, di chi si è fermato un momento ad ascoltare.

LaAV era sì un sogno ma, come dice un motto caro alle ONG: "Se uno sogna da solo è solo un sogno, se sono in molti a sognare è una realtà che comincia ad esistere".

Durante i primissimi anni il fermento che si respirava era quello dei pionieri. Sono non più di qualche decina le persone che si sono inizialmente attivate con tutte le proprie energie per dare a LaAV una dimensione nazionale, per far germinare un circolo da un altro, per aumentare il numero di volontari in modo da poter sostenere con qualità e responsabilità i servizi di lettura per gli altri.

Sono le stesse persone che sono inciampate, che dentro LaAV sono cresciute e hanno trovato la propria dimensione. Alcune si sono allontanate, restando in contatto, altre hanno preso strade diverse, la maggior parte restano e resistono, e sono le prime colonne del movimento.

Insieme abbiamo sperimentato e poi posto le basi per un’organizzazione in grado di intercettare, accogliere, formare lettori e aspiranti lettori volontari di tutti i generi (per restare nel gergo letterario…).

LaAV  oggi esiste grazie al sogno e al contributo di centinaia di donne e uomini, di bambini e bambine, di ragazze e ragazzi e compie un'azione semplice e  incredibile. Persone che offrono il proprio tempo e la propria voce, volontariamente e in assoluta gratuità, per leggere per gli altri.

La lettura che diventa mezzo e fine.

In questi anni ci siamo confrontati sugli effetti provocati dalla lettura ad alta voce, sulla capacità che ha la lettura stessa di agire su di noi, sui nostri meccanismi cognitivi, emotivi, relazionali; abbiamo riflettuto sul contributo che la lettura può dare alla nostra stessa identità e al nostro futuro. Ci siamo detti quanto può essere meravigliosa l'esperienza della lettura individuale e, soprattutto, di quanta bellezza sia racchiusa nella lettura ad alta voce, per gli altri, di come crei comunità, come tessa, discretamente, relazioni, come consenta di condividere emozioni.

In questi anni migliaia di persone hanno potuto uscire per qualche  minuto o per tempi più lunghi da una condizione di sofferenza, di  disagio, di svantaggio, di difficoltà, a volte di solitudine attraverso
delle storie, mediate da una lettrice, da un lettore.

In questi anni, a volte, anche i decisori locali hanno compreso l'importanza di ciò che facciamo, a volte siamo riusciti a suggerire azioni, politiche, iniziative legate alla lettura.

Possiamo esserne orgogliosi.

La lettura, la lettura ad alta voce è anche un antidoto all'odio, all'individuazione di un nemico, all'intolleranza per le differenze. La lettura ad alta voce è plurale, ecumenica, apre strade e costruisce ponti, mal sopporta le barriere, le divisioni, le censure.

In questi anni abbiamo costruito molto... e perciò è il momento di festeggiarci, di dirci grazie.

E ancora.

Molto rimane da fare. Non possiamo fermarci, adesso che moltissimi contano su di noi, che siamo diventati qualcuno da aspettare e in cui credere.

Nelle nostre mani stanno i prossimi capitoli, che sono ancora da leggere e, alcuni, da scrivere insieme.

Con lo stesso spirito dei pionieri, e al contempo con la coscienza di essere parte di un’organizzazione unica ed unita, ognuno di noi ha il compito di valorizzare il dono che per primo ha ricevuto facendo parte di LaAV.

Dobbiamo crescere ancora, coinvolgere altre persone, leggere, leggere, leggere ad alta voce... partendo da chi… non avrebbe occasioni, non avrebbe qualcuno che legge per lei o per lui.

Lì portiamo le storie e... lasciamo che facciano il loro lavoro.

Federico Batini (Fondatore LaAV)

Martina Evangelista  (Coordinatrice Nazionale Circoli)

 Dall'Introduzione del Libro LaAV

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